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    Interpretazione Test Trombofilia

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    MAPPAGGIO GENETICO DNA PER TROMBOFILIA: INTERPRETAZIONE ESAME E SUO UTILIZZO NELLA PRATICA CLINICA


    La  malattia  tromboembolica  venosa  (MTV)  è  una  condizione  anatomo‐clinica  costituita  da  una  patologia  trombotica a carico del circolo venoso, associata o meno a embolia polmonare. Costituisce una condizione morbosa rilevante, sia come morbilità sia mortalità (terza causa di morte nei paesi occidentali). Può complicarsi con EP, S. Post trombotica, Ipertensione polmonare: condizioni invalidanti e con alti costi sociali. Ha tendenza a recidivare e incidenza (in Italia) di uno‐due casi/mille abitanti. La mortalità per EP non trattata è del 30% (2,5% se correttamente trattata) con mortalità ad un anno dal primo evento del 15% (più alta in quelli con cancro e trombofilia). Un dato che ci deve fare riflettere è che in questi ultimi trent’anni poco o nulla è variato per mortalità e recidive: o non disponiamo di farmaci efficaci o sbagliamo a prescriverli, in terapia o in profilassi primaria e secondaria. La ricorrenza di MTV è alta: in Italia 7% ad un anno e fino al 30% a otto anni. Il  tromboembolismo  venoso  è  la  causa  di  alcune  complicanze  ostetriche come  aborti ripetuti, mancato  impianto embrionale, preeclampsia. La MTV ha sicuramente una patogenesi multifattoriale, ma una alterazione genetica è presente nell’83% dei casi.  Appare  chiaro  che  i  soggetti  con  trombofilia  hanno  decisamente  una  maggior  possibilità  di  andare  incontro a MTV e la ricerca di tale alterazione può rappresentare la chiave di volta nell’affrontare correttamente terapia, profilassi primaria, profilassi secondaria, adattandola al singolo paziente, medico o chirurgico, potendo selezionare i soggetti a maggior rischio tromboembolico. Le alterazioni genetiche più comunemente riscontrate sono legate all’MTHFR 1 e 2, al FATTORE V di Leiden ed  al  polimorfismo  della  protrombina  (FATTORE  II)  riscontrabili  in  forma  etero  o  omo  zigote,  talvolta  combinati tra loro. Molto più raramente possono essere presenti singolarmente o associati tra loro o in concomitanza con i quattro precedenti le seguenti mutazioni: Fattore V R2, ß Fibrinogeno, PAI‐1, Fattore XIII, HPA‐1, ACE, AGT, A1298C􀀁CBS, AGTR1 Ancor  più  raramente  l’MTV  può  essere  legata  all’incapacità  di  rimuovere  la  fibrina  per  deficit  degli  anticoagulanti naturali (antitrombina III, proteina C coagulativa, proteina S, trombomodulina, PAI e alfa 2 antiplasmina, TPA e UPA) Empiricamente possiamo immaginare di rappresentare la possibilità di andare incontro a MTV quando una ipotetica  asticella  raggiunge  una  certa  altezza,  oltre  la  quale  si  innesca  il  meccanismo  trombotico.  Il  mappaggio  genetico  del  DNA,  immodificabile  dalla  nascita  alla  morte,  identifica  la  posizione  di  base  dell’asticella al punto di partenza di ogni soggetto.


    Questa altezza di base può essere così descritta:

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    I fattori rari, singolarmente, (Fattore V R2, ß Fibrinogeno, PAI‐1, Fattore XIII, HPA‐1, ACE, AGT, A1298C
CBS, AGTR1) pongono l’asticella, a seconda dell’omo o eterozigosi fra 1 e 3. Nel caso di copresenza dei fattori genetici di base ovviamente alzano ulteriormente l’asticella. Quando l’asticella raggiunge altezza 5 è sufficiente di per se a dare MTV. L’asticella può essere alzata ulteriormente, dalla base congenita di partenza, da fattori non genetici. A titolo esemplificativo e non esaustivo:

    •  Razza (maggior incidenza nei caucasici)
    •  Età avanzata
    •  Cancro e chemioterapia (questo da solo è in grado di provocare MTV in paziente non trombofilico in quanto caratterizzato da cellule capaci di secernere autonomamente il fattore tissutale)
    •  Stagione fredda
    •  Dieta caratterizzata da ingestione grassi saturi
    •  Varici (stasi venosa, che rappresenta uno dei tre fattori della triade di Virchow)
    •  Gravidanza e puerperio
    •  Obesità
    •  Anticoagulanti naturali
    •  Deficit del sistema fibrinolitico
    •  Patologie da immunocomplessi e anticorpi antifosfolipidi
    •  Terapia estroprogestinica
    •  Sindrome metabolica
    •  Ipomobilità da allettamento, paresi, …
    •  Traumi
    •  Apparecchi gessati
    •  Chirurgia
    •  Incremento viscosità plasmatica
    • Malattie infiammatorie croniche
    •  Connettiviti
    •  Scompenso cardiaco grave
    •  Trombofilie acquisite (iperomocisteinemie per deficit di folati, vitamina B 12, Vitamina B6).
    • lunghi viaggi che comportano immobilità

    Appare chiaro che l’associazione di una trombofilia congenita minore, e ancor più maggiore, con altri fattori di rischio sopra elencati innesca la malattia tromboembolica. Quindi la conoscenza di un fattore di rischio congenito costituisce elemento fondamentale nella valutazione del rischio di tromboembolismo ricorrente e di predittività per le recidive. E interessante pure anche in altre discipline mediche poiché responsabile di aumentato rischio di complicanze ostetriche quali poliabortività, iposviluppo fetale, distacco prematuro di placenta.  Ma  anche,  ad  esempio,  per  l’esecuzione  di  trattamenti  scleroterapici  che  possono  essere  così  effettuati in massima sicurezza. Il mappaggio genetico del DNA va effettuato, se positivo, ai familiari di primo grado tenendo presente che tale alterazione genetica è trasmessa in modo autosomico dominante.

    Esempio pratico:

    soggetto eterozigote per fattore V di Leiden associato a omozigosi per MTHFR, varicoso, obeso. Dopo il primo  episodio  trombotico,  ed  effettuata  adeguata  terapia  anticoagulante  ed  elastocompressiva,  la  profilassi  secondaria  andrà  proseguita  fino  al  momento  in  cui  riusciamo  ad  abbassare  l’asticella  del rischio  agendo  sui  fattori  secondari;  solo  allora  potremmo  interrompere  la  terapia  anticoagulante.  Qualora il paziente acquisisca nel tempo ulteriori fattori di rischio che “alzino l’asticella”, ad esempio intervento chirurgico, allettamento, frattura,… procederemo ad un nuovo ciclo di profilassi secondaria.


    Test Trombofilia

    VeinItalia DNA ®

    In collaborazione con:

    GLORIA MED S.p.A.
    Via Diaz 7 – 22017 Menaggio (Co)

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